Il finanziamento della politica del risparmio del governo tedesco preoccupa seriamente le ACLI del NRW (Germania-Nordreno-Vestfalia).
Il taglio alle prestazioni sociali interesserà anche molti italiani e le loro famiglie. Per la crisi già molti di essi ricevono la disoccupazione ridotta, lavorano solo poche ore pagate alla settimana o sono occupati a tempo parziale. La macelleria sociale prevista nella legge, ha sottolineato il Presidente Mazzarisi Calogero, fará aumentare ancora il divario sociale esistente tra ricchi e poveri, occupati e disoccupati.
Un terzo dei risparmi dovrà venire dalle prestazioni di disoccupazione ma anche i pensionati non sono risparmiati. È inconcepibile, ha affermato all’unanimità la Presidenza ACLI del NRW, ma sono proprio i più socialmente deboli a dover pagare le spese maggiori della crisi. Il dettato costituzionale – la proprietà comporta anche responsabilità sociali – viene sminuito nel suo contenuto proprio ora che diversi Paesi in Europa, Italia compresa ne riconoscono il valore e, almeno a parole, vorrebbero agire di conseguenza.
Concretamente la Merkel con il suo pacchetto, ha constatato la Presidenza ACLI del NRW, farà pagare la crisi ai disoccupati e pensionati ma salvaguarderà gli interessi dei finanzieri che in definitiva hanno provocato la crisi, le grosse aziende ed i produttori e distributori di energia