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Pomigliano, la tomba della società civile Quando il ricatto si chiama referendum e la schiavizzazione competitività

Oggi (ieri per chi legge) gli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano D´Arco voteranno per il tanto atteso referendum, che secondo molti politici, vari economisti, giornalisti ed altri chiacchieroni segna la svolta tra il vecchio mondo del lavoro ed il nuovo, quello competitivo, letteralmente al passo coi tempi, insomma, l´avanguardia della produzione.

Oggi (ieri per chi legge), gli operai di Pomigliano saranno costretti a rinunciare alla loro dignità, in modo formale ed  istituzionalizzato, sotto gli occhi soddisfatti di chi tanto chiacchiera e poco sente.

La storia la conosciamo tutti. Marchionne amministratore delegato della Fiat “offre” agli operai un investimento da 700 miliardi per la produzione della nuova Panda, che si sposterebbe dallo stabilimento di Tichy in Polonia, a Pomigliano. Solo se vengono accettate determinate condizioni. La maggioranza dei sindacati accetta, la FIOM no.
L´ultima parola agli operai che devono votare si o no all’offerta della Fiat, pena la chiusura dello stabilimento.

Secondo la versione fornita da Wikipedia, la parola referendum “indica lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici(…) consente cioè agli elettori, di esprimere il proprio parere senza intermediari sul tema oggetto di discussione.

A Pomigliano la discussione non c´è. C´è un diktat.

Sempre secondo Wikipedia, l´estorsione è nell’ambito del diritto penale italiano “il reato di chi, con violenza o minaccia, costringe uno o più a fare od omettere qualche cosa traendone un ingiusto profitto, con altrui danno.
Si legge in Wikipedia quanto segue: “sono esempi di estorsione:
- il racket o pizzo (…)
- il comportamente intimidatorio del datore di lavoro che concorda con i propri dipendenti salari di lavoro non adeguati alle ore di lavoro prestate.
Partiamo dal presupposto che Wikipedia non è uno strumento di propaganda marxista.
Il codice penale italiano neanche.
Il comportamento intimidatorio a Pomigliano c´è e come. E non è difficile da riscontrare.
L´intimidazione c´è nel fatto che i lavoratori di Pomigliano si trovano davanti un datore di lavoro che gli dice: o accettate le condizioni di lavoro così come  sono perché la proposta non subirà alcuna variazione o lo stabilimento chiude e voi andate tutti a casa.
Il vantaggio per chi è? Non certo per i lavoratori di Pomigliano che dovranno votare si per non perdere il loro posto di lavoro.
Il fatto che la maggior parte dei sindacati abbia sottoscritto indica chiaramente l´entità del ricatto.
Di che cosa è che parliamo. Parliamo di un sistema di produzione che sta creando vittime in Cina ed addirittura in Francia.
A Pomigliano verrà introdotto il sistema WCM (World classmanifacturing), già sperimentato a Mirafiori, che si propone di ridurre i costi e aumentare efficienza e qualità dei prodotti. Si tratta di tecniche per analizzare le operazioni effettuate da un lavoratore ed eliminare quelle considerate «a non valore aggiunto»; quelle, cioè, che possono essere eliminate senza compromettere la produzione nelle singole postazioni di lavoro.
Esempi di attività considerate «a non valore aggiunto» sono: camminare, tentativi di avvitamento-assemblaggio-inserimento-posizionamento, passaggio di mano, posare attrezzo, cercare, contare, scegliere, trasportare, capovolgere, sollevare, tirare, abbassare ecc.
Quindi una riduzione drastica dei fattori di riposo. Nell’ambito del modello organizzativo del World class manufacturing la Fiat sta sperimentando una metodologia, denominata ErgoUas, che definisce i tempi di riposo di una fase lavorativa (ad es. 5 secondi in una fase di 1 minuto) sulla base del calcolo dell’indice di rischio di patologie muscolo-scheletriche (alle braccia, alla colonna vertebrale, alle gambe ecc.).
I movimenti di un lavoratore vengono misurati in “secondi” all’interno di una fase lavorativa.
È chiaro il rischio di alienazione che questo comporta e i sintomi dell’alienazione non sono certo il mal di schiena.
A Pomigliano la mezz’ora di pausa viene spostata a fine turno (quindi dopo sette ore e mezza di lavoro) per evitare fattori di rallentamento della produzione, come la fila al bagno prima di rientrare in catena.
Certo, il WCM viene applicato in molte fabbriche al di fuori dell’Italia (ci giungono gli echi dei lavoratori cinesi e non solo che si buttano dall’undicesimo piano dei dormitori, efficientemente costruiti di fianco alle fabbriche per ridurre i fattori “a non valore aggiunto”, quali il farsi una passeggiata fino a casa dopo essere stati nella stessa posizione per tutto il giorno).
Il WCM è la rivoluzione produttiva e la cancellazione dell’operaio come essere umano.
Il WCM prende piede in Italia accompagnato da rulli di tamburo, accolto come il salvatore della nostra economia in crisi, da troppi politici, dalla maggior parte della stampa e dall’opinione diffusa che la colpa di tutto è di quello che ti abita vicino.
Il fatto che venga applicato in molte fabbriche nel mondo, non è una garanzia di qualità. E questo lo sappiamo bene.
Se dovesse vincere il si, vincerà la logica estorsiva del mercato e gli operai rinunceranno ad un pezzo della loro dignità di persone.
Sul voto personale che gli operai esprimeranno non c´è bisogno di fare discussioni o esprimere giudizi.
Questo non è il “referendum” dei sindacalisti o dei fannulloni. È un “referendum” che tocca tutti, perché ferisce l´ individuo e la sua unicità e lo trasforma in una appendice della macchina produttiva. Sotto i nostri occhi e vicino alle nostre orecchie, ormai troppo disattenti alla disumanità.

Paola Ricitano

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